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Un po' di funzionalismo per risollevare l'Ulivo

Il coordinamento nazionale e' saltato.Il motivo e' semplice.Viste le condizioni politiche attuali anche se ci fosse stato non si sarebbe potuto decidere nulla e fare un'altra figuraccia come quella dell'assemblea dei deputati eletti nelle liste dell'Ulivo non era proprio il caso.

Ma perche' non esistono le condizioni politiche?Anche qui la risposta e' semplice.Le forze che sostengono il referendum sull'articolo 18 e cioe' i partiti minori tranne Udeur e PSI non se la sentono di partecipare a una riunione e prendere decisioni con degli alleati che rimarrebbero tali solo in funzione delle elezioni amministrative ma contro i quali dovrebbero condurre una dura battaglia proprio una settimana dopo quel passaggio elettorale su un tema scottante come la riforma dell'articolo 18.E' tattica .E' stupidita'.E' conservatorismo allo stato puro.Se continuano cosi' credo che alle prossime elezioni non andro' nemmeno a votare.

Ma dopo queste ultime righe condite di cosi' tanto pessimismo mi e' venuta un'idea .Banale un po' idealista ma pur sempre un'idea.Perche' non chiedere ai segretari di partito e ai membri dei movimenti di stabilire insieme un regolamento che abbia un obbiettivo circoscritto ma significativo.Quello di stabilire una commissione e le  tappe che essa dovrebbe affrontare per portare a termine il programma dell'Ulivo per le prossime politiche ,che non sono poi cosi' vicine?

Solo per il programma non per altro .Regole anche complesse per un obbiettivo non cosi' stringente ma importante sul quale tanto prima o poi tutti si dovrebbero confrontare Un programma che potrebbe anche modificarsi in corso d'opera a seconda degli esiti dei passaggi elettorali, della guerra e dei referendum.Che ne dite?Sono troppo idealista?

Pubblicato il 25/3/2003 alle 16.0 nella rubrica Diario.

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